Food Delivery ai tempi del Coronavirus

Vera occasione o falsa speranza?

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente sei tra i ristoratori che se lo stanno seriamente chiedendo.

O magari sei tra quanti fanno consegna a domicilio da tanti anni e, di contraltare, ti stai chiedendo:”Quanti clienti potrei perdere se si riversano nel mercato del Delivery tutti quelli che prima non lo facevano?”

Ogni giorni riceviamo telefonate del tipo: “Sono aperto da 30 anni. Non ho mai fatto consegne a domicilio ma con questa cosa qua, ci stiamo pensando” . E altri: “Crediamo che anche quando tutto sarà finito, il mercato non sarà come prima“. E la giusta speranza: “Voi come potete aiutarmi?

Da ex proprietario di pizzerie d’asporto, posso immaginare bene il dramma interiore, umano oltreché economico, che stanno vivendo!  

Se stai cercando realmente LA risposta alla domanda iniziale, leggi tutto l’articolo fino in fondo. Per te, potrebbe fare la differenza.

La ristorazione cambierà in un modo sconvolgente

No, non sono io a dirlo. Ma lo penso.

A dirlo è la Federazione Italiana Pubblici Esercizi che enumera 50.000 attività a rischio di chiusura definitiva: le attività che già prima stavano a galla per miracolo ora coleranno a picco.

Lo dicono anche consulenti specializzati come Dario Laurenzi in questa intervista rilasciata al Gambero Rosso.

Ma probabilmente tu lo sai già altrimenti non leggeresti queste righe.

Certo, di sicuro ci sarà chi ha voglia di tornare a godersi una cena fuori (come me per esempio) e chi continuerà ad avere timore, ma al 99% i primi mesi saranno molto duri: riuscirai a riempire la tua sala? Quanti posti a sedere perderai con le nuove normative? I clienti si saranno davvero abituati ad ordinare online cibo a domicilio? Il tuo business model riuscirà ad essere competitivo?

Può davvero il Food Delivery aiutarti per il "dopo"?

Punto interrogativo

Decidere se avviare il servizio di consegna non è una scelta facile: comporta una serie di investimenti e, se non l’hai mai fatto, una serie di costi da errori in stile “stiamo facendo una cosa nuova mai fatta prima”. Sai già che un prezzo da pagare c’è, che tu abbia successo o meno. 

Nemmeno se consegni a domicilio da tanti anni, puoi esimerti dal chiederti se il “dopo” sarà uguale al presente.
In questi giorni stai consegnando come un pazzo ma a Maggio/Giugno, quando le sale dei ristorante si ritroveranno con ordinanze che li obbligano a dimezzare la capienza di posti a sedere e si riverseranno in massa sulla Delivery, sei sicuro che non ti porteranno via una fetta importante della clientela?

Eri arrivato ad avere un equilibrio per la tua attività, e adesso ti ritrovi obbligato a valutare l’avvio di una nuova avventura. In un mercato già molto attivo e non decisamente facile, tra l’altro.

Bene, volente o nolente torni a fare l’imprenditore puro, ovvero a dover valutare pro e contro, costi e ricavi del Food Delivery come se stessi ripartendo da capo.

Evita 3 errori che potrebbero costarti caro. Molto caro.

1. Non prendere in considerazione di iniziare a fare consegna a domicilio 
Scegliere di non dare questo servizio è altamente rischioso. Potresti non avere dalla tua i numeri della sala e non avere il flusso di prima. La maggior parte dei ristoratori sta infatti già prendendo le giuste informazioni e, se tu non sei tra questi, è meglio che ti dai una mossa.

2. Inserire la consegna a domicilio “alla meno peggio”
Fidati. O parti col botto e stando un passo avanti agli altri (anche a chi lo fa da prima di te) oppure perderai tempo e denaro dietro ad un’attività che non sarà mai un business per te. 
Il cliente vuole che tu non sbagli mai, devi arrivare sempre puntuale e l’immagine coordinata che dai della tua attività (immagine del fattorino compresa) dev’essere impeccabile.
Se sei tra quanti stanno consegnando “alla meno peggio”, ti conviene aggiornarti perché a breve sarai sorpassato

3. Non rispettare TUTTE le normative di legge
Se c’è una cosa su cui clienti e ispettori si concentreranno d’ora in poi,  è vedere se osservi tutte le normative igienico-sanitarie.
Non mi riferisco solo a guanti e mascherine di oggi.
Mi riferisco a quelle borse termiche mezze rotte, sporche e gocciolanti.
Mi riferisco a quegli inguardabili contenitori da pic nic o contenitori metallici che non sono in grado di garantire i 65°C di legge (Art. 31 D.P.R. 327/80)
Mi riferisco ad effettuare un servizio da “professionista” senza usare contenitori certificati.

 

Si lo so. Di errori che si possono commettere ce ne sarebbero molti altri ma questi tre sono quelli che devi evitare ADESSO, prima di prendere la tua decisione definitiva

 

LA risposta

La consegna a domicilio è sia una vera occasione e sia una falsa speranza. Dipende tutto da come imposti il lavoro.

Ti do un consiglio. 

Seleziona bene i tuoi fattorini perché possono crearti molti danni (economici e d’immagine)

Se stai pensando che 3 righe più sopra sia LA risposta… no. Ti stai sbagliando. LA risposta è quella che segue.

Tu hai bisogno di azioni concrete, non di filosofia. Se hai dedicato del tempo per arrivare fino a qui hai il diritto di avere una strada sicura da seguire, la chiave per sbloccare questa situazione di stallo.

E’ dal 2002 che io vivo di consegna a domicilio e so di cosa hai bisogno: ho progettato per te il Food Delivery 2.0.

Ti prendo per mano. Ti do la PWA più evoluta per raccogliere gli ordini online. Ti troviamo i clienti per partire in quarta. Ti seguo fino a che non sei indipendente sotto tutti i punti di vista. Ti do gli strumenti per consegnare a norma di legge. Se vendi pizze devi provare assolutamente il cartone Hot&Dry Delivery Box per stupire i tuoi clienti. Tutte operazioni che creano LA DIFFERENZA rispetto ai mediocri. Tutto per farti posizionare nella mente dei tuoi clienti come il miglior servizio di consegna a domicilio di zona.

Scopri cosa facciamo nei dettagli su www.Deliveryoven.it e contattami senza problemi.

Buona Pasqua a tutti!

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